giovedì 24 novembre 2016

La notte aiuta il cervello anche a disintossicarsi


 
Passiamo un terzo della nostra vita dormendo.
E siccome in natura nulla avviene a caso, dormire bene e a sufficienza è fondamentale per la nostra salute.
Oggi sappiamo che il sonno ha molteplici ruoli e che, come ha scritto di recente sul New Scientist Matt Walker dell'Università di Berkeley in Californa, "non esiste un tessuto dell'organismo o un processo cerebrale che non sia migliorato dal sonno o che non venga pregiudicato dalla carenza di riposo".
Dormire, per esempio, è indispensabile per consolidare la memoria: "Durante la notte i ricordi da mantenere vengono trasferiti dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine - spiega Lino Nobili, responsabile del Centro di medicina del sonno dell'Ospedale Niguarda di Milano -.
Le sinapsi, ovvero le connessioni fra cellule cerebrali, vengono rimaneggiate e ciò è cruciale anche per i processi di apprendimento: dopo una notte ristoratrice le nostre performance sono migliori".
La prova è che quando dobbiamo imparare qualcosa di nuovo, dorimirci sopra fa davvero bene: il cervello di notte "pota" le connessioni inutili e rinforza quelle necessarie in modo da consolidare ciò che serve lasciando spazio per le nuove esperienze del giorno dopo.
"Il sonno è il prezzo che paghiamo per imparare", spiega Giulio Tonomi dell'università di Madison nel Winsconsin, che all'ultimo congresso della Federation of the Neuroscience Societies ha presentato dati raccolti sui topolini che mostrano come il numero di sinapsi sia del 18 per cento più basso dopo aver dormito rispetto a prima del sonno.
"Questo spiega - dice Tononi - perché dopo una notte in bianco abbiamo difficoltà di concentrazione: abbiamo meno capacità di imagazzinare nuovi dati.
Perciò una buona notte di sonno serve dopo aver studiato qualcosa di importante, ma anche prima".
Dormire, inoltre, sembrerebbe servire a ripulire il cervello da vere tossine, oltre che da memorie inutili: i dati sono da confermare nell'uomo ma molto promettenti, secondo Nobili.
"Gli spazi fra le cellule cerebrali si dilatano del 60 per cento durante il sonno e questo consente di drenare sostanze tossiche per il cervello fra cui la proteina beta-amiloide, che si accumula con l'invecchiamento ed è anche connessa alla demenza di Alzheimer.
Dormire meglio, quindi, significa invecchiare meglio".
Questo non solo per gli effetti positivi sul cervello, ma anche per i benefici su tutto il resto dell'organismo.
"Durante il sonno per esempio sono prodotti ormoni che favoriscono la sazietà come la leptina: chi non dorme a sufficienza tende perciò a ingrassare e ad andare incontro più facilmente a patologie metaboliche e cardiovascolari, visto che un sonno inadeguato fa aumentare glicemia e pressione arteriosa - sottolina Federica Provini, segretario AIMS -.
E ancora: dormire bene aiuta anche a chi deve fare i conti con un dolore cronico, perché ne riuce la percezione".
Secondo uno studio pubblicato di recente sul Journal of Clinical Sleep Medicine, fra disturbi del sonno e dolore da artrosi, mal di schena o fibromialgia si instaura un vero e proprio circolo vizioso: dormire bene, secondo gli autori, è essenziale per curare il dolore e una terapia congnitivo-comportamentale che miri a gestire il dolore ma migliori pure il sonno è risultata efficace nel ridurre i vari tipi di malessere.
"Dormire aiuta anche a rispondere meglio alle terapie, qualsiasi esse siano: si è dimostrato, per esempio, in oncologia ma è vero pressoché sempre - aggiunge Provini -.
Spesso i medici non tengono conto dell'importanza di una buona qualità del sonno nei loro pazienti, invece il riposo dovrebbe essere sempre valutato e migliorato se necessario".

Tratto dal Corriere Salute del 20 Novembre 2016

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