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Visualizzazione dei post con l'etichetta Medicina dello Sport

Gli effetti della reidratazione sul rendimento fisico

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Da tempo gli studiosi avevano evidenziato come la reidratazione continua in corso di esercizio fisico effettuato in ambiente caldo migliorasse il livello prestativo, inoltre la durata massima di un esercizio di intensità massimale diminuisce significativamente in caso l'atleta non beva nulla. L'effetto della reidratazione incide positivamente sulla prestazione, sia nel caso di esercizi prolungati e continui la cui intensità sia superiore al 60% del VO2 max, sia durante esercizio intermittente. Alcuni Autori mostrano inoltre che la prestazione può essere sensibilmente migliorata nel caso in cui il soggetto assuma una soluzione acquosa addizionata con glucosio . In particolare la durata della performance può essere aumentata del 45% nel caso di una reidratazione costituita da 400 ml di acqua nella quale siano disciolti 43 grammi di glucosio , 9 grammi di lipidi e 3 grammi di proteine , nei confronti di una reidratazione basata sull'assunzione di acqua pura. ...

Carboidrati e prestazione

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I carboidrati (CHO) sono classificati come monosaccaridi, disaccaridi oppure polisaccaridi. I monosaccaridi sono zuccheri semplici, ad unità singola ( quali glucosio, fruttosio e galattosio) che non possono essere ridotti a forme più semplici. I disaccaridi (quali saccarosio, maltosio e lattosio) sono composti di due monosaccaridi. Per esempio, il saccarosio e fruttosio. Gli oligosaccaridi sono catene corte composte di 3-10 monosaccaridi legati insieme. I polisaccaridi contengono amidi e fibre e vengono comunemente denominati carboidrati complessi. Sono denominati carboidrati semplici quelli derivati dagli alimenti digeriti o gli alimenti ad alto contenuto di zucchero. Tutti i carboidrati devono essere ridotti a monosaccaridi per poter essere utilizzati dall'organismo. I carboidrati assolvono molteplici funzioni nell'organismo: Sono la principale fonte di energia, in particolare durante l'esercizio fisico ad intensità elevata; la loro presenza regola i...

Le scarpe basse con suola morbida favoriscono le talloniti

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Dopo aver passato l'estate con sandali e infradito ai piedi sono in molti a ritrovarsi al rientro dalle vacanze con un fastidioso dolore al tallone. Problema che potrebbe affliggere con più facilità anche chi ha approfittato della pausa estiva per darsi alla corsa. "Le patologie dolorose del tallone hanno quasi sempre origine meccanica - Spiega Alessandro Farnetti, responsabile del'Unità Operativa di Chirurgia del Piede e Caviglia dell'Istituto Clinico Città degli Studi di Milano - e spesso vengono inquadrate come talloniti, ma le possibili cause sono molte. Un difetto biomeccanico del piede (patologie dell'avampiede, sindrome pronatorie, piede cavo) può indurre una scorretta sollecitazione meccanica e quindi microtraumatismi ripetuti. Nella bella stagione scarpe basse, poco contenitive e con suola morbida possono facilitare le problematiche al tallone". Quali sono le cause più frequenti? "Le infiammazioni che riguardano l'inserzione de...

Caviglie e ginocchia da gestire con cautela

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Giocare a calcio con gli amici è un modo per tenersi in forma divertendosi. Ma la possibilità di farsi male, se non si seguono le regole di prevenzione è concreta. stando all'indagine condotta da Furio Danelon e Lorenzo Boldrini a Milano, ad esempio, il 50% dei giocatori amatoriali di calcetto ha avuto almeno una volta un infortunio muscolare o una distorsione alla caviglia. "Uno su quattro riferisce di aver subito un trauma al ginocchio e uno su tre ha dovuto perfino sottoporsi a un intervento di chirurgia ortopedica a questa articolazione - spiega Danelon -. Il 20%, inoltre, ha avuto almeno una lesione ai tendini". Spesso la colpa è proprio dell'impreparazione degli "sportivi della domenica", che scendono in campo fuori forma e magari con le scarpe da tennis. "Tipici problemi "da calcetto" a carico delle ginocchia sono le lesioni del crociato anteriore, del menisco e più raramente della cartilagine - osserva Massimo Berruto, del ...

Fatica e glicogeno

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Negli anni 70 negli Stati Uniti fu realizzato uno studio condotto dal team del Dr. Costill, volto a stabilire perché gli atleti che effettuano gare o allenamenti intensi per diversi giorni di seguito diventino progressivamente affetti da fatica cronica. A un gruppo di maratoneti allenati venne chiesto di correre su un nastro trasportatore per 2 ore al giorno per 3 giorni consecutivi ad un'andatura equivalente alla loro migliore prestazione in gara. Durante questo periodo, i soggetti seguivano una normale dieta mista, con 50% delle calorie provenienti da carboidrati, 35% da grassi e 15% da proteine. Nelle 2 ore, i corridori percorrevano in media 32 km (20 miglia) circa e divennero ogni giorno più affaticati. Al terzo giorno, nessuno dei corridori riuscì a mantenere la velocità dei giorni precedenti e tutti si trovarono a dover interrompere la corsa prima della fine delle 2 ore prescritte. Perché questa stanchezza cronica? I dati ricavati da una biopsia muscolare rivelarono ch...

Contrattura o stiramento? 2° Parte

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Le cause : Ambientali : Fattori climatici (molto freddo, molto caldo, umidità, ecc..) Caratteristiche del terreno ( scivoloso, bagnato, sdrucciolevole, ecc..) Abbigliamento o attrezzatura non adeguati Generali : Carenza di allenamento Riscaldamento non corretto Tempi di recupero troppo brevi Poco tempo dedicato allo stretching Troppa attività fisica, che porta a irrigidimento muscolare Squilibri posturali Scarsa tecnica Problemi psicologici di ansia ed emotività Trauma/contusione (causa diretta) La prevenzione : Per ridurre il rischio di andare incontro a lesioni muscolari è fondamentale allenarsi in modo corretto seguendo una precisa "scaletta" Riscaldamento adeguato (per esempio alcuni minuti di corsa leggera) Alcuni esercizi di allungamento Pratica sportiva vera e propria Defaticamento Stretching conclusivo Quando fa freddo, negli atleti professionisti, può giovare fare un bagno caldo prima dell'attività o fare un massaggio dren...

Come capire se è CONTRATTURA o STIRAMENTO 1° Parte

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Le lesioni muscolari sono all'ordine del giorno in chi pratica attività fisica a qualsiasi livello. Almeno il 25-30% degli infortuni sportivi sono rappresentati da contratture , stiramenti o strappi , cioè lesioni delle fibre muscolari diverse per l'entità del danno. "La contrattura si verifica quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico inducendo così a contrarsi involontariamente: le fibre muscolari no si rompono, ma c'è solo un'alterata capacità contrattile - spiega Gianfranco Beltrami, medico dello sport, docente del corso di laurea in Scienze Motorie dell'Università di Parma -. In caso di stiramenti , invece, il muscolo si allunga in modo eccessivo, sempre senza lacerarsi. La rottura, più o meno estesa, delle fibre muscolari caratterizza infine lo strappo . Il confine tra stiramento e strappo è labile: l'ecografia può aiutare a dirimere i dubbi". Quali sono i sintomi? "Dolore mal locali...

Fascite Plantare

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La Fascite Plantare  è una patologia degenerativa con una componente infiammatoria che interessa i muscoli brevi della pianta del piede e il legamento arcuato ( fascia plantare ) che li ricopre: una fascia muscolofibrosa molto spessa, resistente, ma poco elastica, che unisce la zona del calcagno con la base delle dita. La fascite plantare è molto comune tra gli sportivi, ma non solo. E' presumibilmente dovuta a una serie di microtraumi che, sommandosi, si manifestano con dolore e contrattura del piede. La fascite plantare può essere conseguenza di una situazione anatomica che la favorisce ( come i piedi piatti o cavi ) la quale col tempo, crea una tensione a livello muscolare e tendineo. Può inoltre concorrere all'infiammazione l'uso di scarpe non adeguate per l'attività fisica, esercizi che comportano l'uso della fascia plantare senza preparazione, sovrappeso e obesità. In fase acuta è opportuno applicare ghiaccio locale ed eseguire esercizi di stretching...

Crioterapia: allenarsi a -140°

Perché una settimana in raduno tra Soncino (sistemazione logistica) e Orzinuovi (campo di allenamento)? Il "mistero" è presto svelato: nella seconda località, in provincia di Brescia, c'è l'unica struttura italiana (il poliambulatorio Bongi) predisposta per la crioterapia sistemica, ovvero per quella pratica da farsi mediante il freddo, a temperature ben al di sotto dello zero, attraverso il quale si ottiene un effetto analgesico, antinfiammatorio e rigenerativo. Nello sport e nel rugby in particolare non è una novità: la stessa Italia, prima della Coppa del Mondo 2007, fece alcune sedute a Spala, in un noto centro Polacco. Ma in questo caso, mancando ancora prove scientifiche e una specifica letteratura, s'è trattato di una sorta di esperimento. Gli azzurri si sono sottoposti a due terapie al giorno per sette giorni (col termometro fino a -140° per 2'45"), in parallelo a un durissimo lavoro in palestra e a fronte di tre soli allenamenti col pallone. Gli...