lunedì 3 luglio 2017

Caffè


La pianta del caffè, della famiglia delle Rubiacee, appartiene al genere Coffea,
che comprende circa ottanta specie.
Dal punto di vista commerciale solo due specie hanno rilevanza:
La coffea arabica e la Coffea canephora, più conosciute come Arabica e Robusta.


Contenuti:

Oltre alla caffeina, il caffè contiene la niacina, altrimenti definita vitamina B3/PP, che viene attivata mediante la tostatura dei semi: una tazzina di caffè ne può contenere fino a 1 mg.
Questa vitamina svolge alcune funzioni importanti per:
- il metabolismo, ossia l'assimilazione delle proteine e degli zuccheri;
- l'attività del sistema nervoso;
- la prevenzione delle malattie del sistema cardiovascolare;
- la produzione degli ormoni sessuali;
- le proprietà disintossicanti;
In 100 g di caffè in polvere sono presenti 10,4 g di proteine, 15,4 g di lipidi, 28,5 g di zuccheri, e ben 287 kcal; tuttavia, il caffè di per sé non incide molto sul bilancio calorico, perché per prepararne una tazzina bastano solo 6 g circa di polvere.
Inoltre, i nutrienti passano solo in minima parte nella bevanda, perché la polvere viene filtrata.


Proprietà:

Se assunto nella dose massima di 2 o 3 tazzine (distribuite nell'arco della giornata e dopo i pasti), il caffè può rivelarsi utile in un regime dietetico dimagrante, perché è in grado di aumentare la quantità di calorie bruciate ogni ora; inoltre, esercita un'azione stimolante su:
- sistema nervoso, favorendo il lavoro mentale;
- attività muscolare, determinando un aumento della capacità lavorativa dei muscoli;
- sistema cardiovascolare, per la sua azione vasodilatatrice, che produce un lieve aumento della pressione arteriosa;
- secrezione dell'acido cloridrico, che favorisce la digestione;
- funzione renale; con l'aumento della diuresi.


Attenzione!

Un consumo eccessivo di caffè potrebbe provocare:
- accelerazione della frequenza cardiaca;
- insonnia;
- tremori;
- eccessivo aumento della pressione sanguigna, in soggetti a rischio;
- accelerazione del processo di demineralizzazione ossea, perché favorisce l'eliminazione del calcio dell'organismo.
Per limitare gli inconvenienti di un'assunzione eccessiva di caffeina, si può fare uso di bevande decaffeinate.

Caffè sotto esame

Tra i numerosi studi condotti in Europa, uno è stato realizzato in Italia, precisamente nel bacino lombardo, e ha coinvolto 7000 soggetti di ogni età.
La ricerca ha evidenziato che un eccessivo consumo di caffè può determinare ipercolesterolemia (aumento di colesterolo nel sangue), che rappresenta un elevato fattore di rischio per tutte le malattie cardiovascolari.
L'ipercolesterolemia, però, sembra che non sia causata dalla caffeina, ma da una sostanza ancora sconosciuta.
Pare che l'effetto nocivo di questa sostanza aumenti quanto più la polvere di caffè rimane a contatto con l'acqua calda.
Sarebbe quindi il caffè alla turca o all'americana, e non quello preparato con la moka all'italiana, a determinare l'ipercolesterolemia.

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