mercoledì 30 settembre 2015

Le basi del Mental Training (MT)



I settori di cui si occupa la psicologia dello sport sono:

  1. Valutazione
  2. Preparazione
  3. Trattamento
  4. Management
  5. Ricerca
Valutazione
Motivazione
Stile attentivo
Fattori di distrazione
Ansia
Autostima
Resistenza alle frustrazioni
Situazione relazionale
Profilo neurofisiologico

Preparazione
Tecniche di rilassamento
Tecniche di visualizzazione
Programma di preparazione mentale
Tecniche di gruppo

Trattamento
Psicoterapia (ind. e di gruppo)
Psicofarmacologia (solo per le forme depressive)

Nel corso degli anni vi è stata una evoluzione del pensiero a proposito di tecniche di preparazione mentale da proporre agli atleti.
Nel primo periodo erano in voga le "tecniche di rilassamento" era l'epoca del training autogeno volto a combattere l'ansia pre-gara.
Fautori di ciò erano autori come Presson, Calderaro, Pozzi.
Nel secondo periodo subentrano le "tecniche di intervento corporeo" (Traetta).
E' simile ad un trattamento psicoterapeutico e non era ben visto dagli atleti i quali non gradivano che lo psicologo "frugasse" nella propria vita privata.
Oggi si parla di Mental Training.
L'ideatore del Mental Training è lo svedese UNESTAHL il quale ha scritto manuali di M.T. e commercializzato videocassette, una sorta di fai da te.
Il M.T. rappresenta tutta una serie di regole di tipo comportamentale che l'atleta apprende per migliorare la propria performance.
Nella pratica quotidiana l'allenatore competente è importante in un programma di M.T. perché ha un rapporto costante e di fiducia con l'atleta.
Viceversa il  rapporto psicologo - atleta è difficile da orientare, appunto per le difficoltà che ho detto in precedenza

Naturalmente il lavoro ideale è un rapporto integrato a tre livelli.

Psicologo - Tecnico - Atleta


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