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Come si scopre l'intolleranza al lattosio

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C'è chi ci nasce intollerante al lattosio e chi lo diventa. L'intolleranza al lattosio infatti può essere primaria, e manifestarsi già nell'infanzia, o secondaria e transitoria, e insorgere in seguito, per esempio a infezioni oppure a malattie infiammatorie croniche dell'intestino. Esiste poi una rara forma congenita, con gravi manifestazioni sin dalla prima assunzione di latte da parte del neonato, che persiste tutta la vita. "Il problema nasce dalla mancata o ridotta produzione di lattasi , enzima che scinde il lattosio (zucchero contenuto principalmente nel latte e nei suoi derivati), in galattosio e glucosio - spiega Edoardo Savarino, ricercatore al Dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche dell'Università di Padova-. La peculiarità della lattasi è di essere un enzima inducibile, capace cioè di aumentare in rapporto alla stimolazione del suo substrato, cioè del lattosio. Ciò spiega perché, oltre all'intolleranza ...

Sindrome Metabolica

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La sindrome metabolica è caratterizzata dalla presenza di alcuni fattori di rischio. Questi, nel loro insieme, danno luogo a una complessa situazione che aumenta le possibilità di problemi cardiovascolari. La probabilità di sviluppare la sindrome metabolica aumenta con l'età, colpendo soprattutto i soggetti sopra i 60-70 anni, anche se non è infrequente nei più giovani, probabilmente a causa della maggiore diffusione dell'obesità infantile. Si può parlare di sindrome metabolica quando la presenza di un giro vita superiore ai 94 cm e a 80 cm nelle donne si accompagna ad almeno altri 2 fattori di rischio metabolici: Livelli di trigliceridi superiori o uguali a 150 mg/dl Colesterolo Hdl (buono) inferiore a 50 mg/dl negli uomini e a 40 mg/dl nelle donne Pressione arteriosa superiore o uguale a 130/85 mmHg Glicemia a digiuno superiore o uguale a 100 mg/dl Sintomi La maggior parte delle persone con sindrome metabolica no presente particolari sintomi Consegue...

Carote per tenere lontano il tumore alla prostata

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Nuova conferma dell'effetto preventivo dei carotenoidi nei confronti del carcinoma della prostata. Uno studio dell'Università cinese di Zhejiang, pubblicato sull 'European Journal of Nutrition , ha dimostrato che la regolare assunzione di carote (e sottolineiamo di carote, non di integratori a base di carotenoidi) è inversamente proporzionale al rischio di sviluppare questo tumore. Uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile, che rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell'uomo e l'anno scorso ha colpito in Italia 43 mila persone. Tutti i vari caroteonoidi chiamati in causa negli ultimi anni (alfa e beta-carotene, beta-criptoxantina, luteina e licopene) sono risultati dotati di forti proprietà antiossidanti, che li candidano a prevenire lo sviluppo di neoplasie, ma, come aveva indicato già nel 2010 un grande studio dei Cdc (Center for Disease Control) statunitensi (pubblicato su Jama ), l'alfa-carotene sembra quello con mag...

Il rosso delle fragole fa molto bene alla pelle a al cuore

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E' il tempo delle fragole : il loro bel colore, l'inconfondibile aroma, lo scarso apporto calorico ne fanno un frutto molto apprezzato. Ma quali sono i principali pregi delle fragole e quali vantaggi possono offrire per la salute? E' la domanda che si sono posti alcuni ricercatori della Università Politecnica delle Marche (UnivPM), in una revisione degli studi recentemente pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry. Ed ecco i "pregi" trovati: le fragole, oltre a essere una valida fonte di folati , potassio e fibra , si contraddistinguono soprattutto per la ricchezza di vitamina C e flavonoidi , in particolare antocianine alle quali si deve il colore rosso (i flavonoidi sono composti polifenolici), che contribuiscono a spiegarne l'elevata azione antiossidante e anti-infiammatoria . Ed è proprio a questo mix di sostanze che si devono vari effetti benefici per la salute. "La molteplicità dei vantaggi nutrizionali offerti dalle ...

Infiammazione cronica da combattere a tavola

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La dieta mediterranea non finisce mai di trovare conferme. Consigliata come una potente difesa nei confronti delle patologie cardiovascolari (anche perché ricca di preziosi polifenoli), potrebbe aiutarci a scongiurare pure l' infiammazione cronica : uno stato non di "malattia", ma un fattore di rischio per molte patologie croniche degenerative. La scoperta è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori dell'IRCCS Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed di Pozzilli, in Molise, una delle regioni italiane in cui la dieta mediterranea è più di "casa". I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista americana di ematologia Blood, provengono da una grandissima ricerca epidemiologica, "Moli-sani", nata per conoscere i fattori ambientali e genetici alla base delle malattie cardiovascolari e dei tumori. Il progetto è partito nel marzo 2005 e ha coinvolto ben 25 mila abitanti della regione. Me che cosa si intende esattamente per " i...

Cibi blu, rossi, viola fanno davvero bene alla circolazione

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Si sente sempre più spesso parlare degli effetti antiossidanti dei polifenoli, composti ai quali si deve il colore blu, rosso e viola (e in alcuni casi il sapore amaro) di tè, vino rosso, mirtilli, fragole, e di vari altri frutti, ortaggi, erbe aromatiche e spezie. Tuttavia, molte delle proprietà attribuite ai polifenoli sono state osservate in studi condotti in laboratorio o su animali, mentre sono pochi gli studi che hanno cercato di verificare che cosa veramente accade nell'uomo con una dieta ricca di polifenoli. Ecco perché è di particolare interesse una ricerca italiana appena pubblicata sull'  American Journal of Clinical Nutrition. In questo studio, 86 adulti sovrappeso o obesi, a elevato rischio cardiovascolare, sono stati divisi in quattro gruppi, ciascuno dei quali ha seguito per otto settimane una dieta normocalorica. Questa dieta, però, per un gruppo era ricca di polifenoli (fra le fonti principali: caffè e tè verde decaffeinati, cioccolato fondente, carc...

Ossa meno fragili se il magnesio abbonda nella dieta

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Quando si parla di prevenzione dell'osteoporosi si pensa subito al calcio e alla vitamina D. In realtà molti altri componenti della dieta si stano rivelando sempre più importanti per la protezione delle ossa e uno dei più importanti è il magnesio. Lo conferma un recente studio condotto del Norvegian Institute of Public Health, pubblicato sulla rivista scientifica Bone . I ricercatori considerando la grande variabilità dell'incidenza di fratture del femore da una regione all'altra del loro Paese, hanno voluto verificare se ci fosse una relazione fra la frequenza di questi traumi ( più di 19 mila fratture nei sette anni di osservazione su circa 700 mila adulti ) e il contenuto di calcio e magnesio dell'acqua potabile. A contenuti maggiori di magnesio nell'acqua è risultato corrispondere un minor rischio di fratture del femore sia negli uomini che nelle donne, mentre non si è osservata la stessa cosa per il calcio. Un elevato livello di urbanizzazione è ris...