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Architettura del SONNO

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Nell'uomo adulto il sonno fisiologico ha una sua modalità di sviluppo ben definita, chiamata " architettura del sonno ". Questa è stata studiata con l'elettroencefalografia, che ha permesso di registrare l'attività dei neuroni della corteccia cerebrale grazie al campo elettrico che essi generavano. Su queste basi elettriche (più propriamente dette neurofisiologiche) si è diviso il sonno in diversi stadi o fasi. I cambiamenti caratteristici dell'attività elettrica del cervello si accompagnano ad alcune risposte del corpo che aiutano a verificare e confermare che siamo passati da una fase di sonno a un'altra, come nel caso del movimento degli occhi che è caratteristico della fase REM. Le prime fasi dell'architettura del sonno sono: Stadio W (veglia tranquilla): la coscienza si conserva anche se gli occhi sono chiusi. Il tono muscolare è da medio a elevato; si osservano saltuari lenti movimenti degli occhi. In base alle onde registrate dall...

Gli orari dell'assunzione degli alimenti

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Il momento dell'assunzione di alimenti dopo l'arrivo condiziona notevolmente la qualità della resintesi del glicogeno. Prima si assumono carboidrati dopo l'arrivo della prova, maggiore è la quantità di glicogeno muscolare che si risintetizza. Così, se il consumo di carboidrati inizia non appena terminata la prova, la quantità di glicogeno muscolare misurata nel muscolo dopo 6 ore è maggiore che se l'assunzione dei glicidi avviene due ore dopo la fine dell'esercizio. La precocità dell'assunzione di glicogeno, ha anche conseguenze sul metabolismo delle proteine. Prima si assumono alimenti, maggiore è la ripresa delle sintesi proteiche. La massima velocità di resintesi del glicogeno, rilevata durante il recupero, sembra che si osservi in soggetti che consumano 0,4 di carboidrati per kg di massa corporea ogni quarto d'ora (cioè 120 g di carboidrati per ora per un soggetto di 75 kg ), durante le quattro ore immediatamente successive a un esercizio a...

Il microbiota intestinale

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Pomodoro

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Il pomodoro , appartenente alla famiglia delle Solanacee (Solanum lycopersicum), cresceva spontaneo in America centrale e meridionale. Fu importato in Europa nel '500 e venne inizialmente utilizzato come pianta ornamentale, perché si riteneva che i suoi frutti fossero velenosi. Oggi viene largamente coltivato in tutte le zone temperate. Contenuti: I pomodori, sopratutto se maturi, sono una ricca fonte di carotenoid i, potassio, vitamina C e vitamina E . Poiché non rappresentano una grande fonte energetica, sono indicati nelle diete ipocaloriche. I semi contengono: - La tomatina , una sostanza con blanda azione antibiotica; - Il licopene , un carotenoide che determina la pigmentazione rossa del frutto; - Sostanze antiossidanti e fosfolipidi (grassi della membrana della cellula che, nella giusta quantità, la mantengono elastica e quindi in salute). Proprietà: Secondo alcuni studi sembra che i pomodori possano essere utili per prevenir...

Motivazione Sprint

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Il  KAIZEN  è la disciplina giapponese del "continuo miglioramento".  Lavora ogni giorno per migliorare la qualità della tua vita personale e professionale!

Convincersi di farcela, tenere duro: i due cardini dell'automotivazione

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Quando diciamo che una persona è " demotivata ", con questo termine indichiamo di volta in volta due fenomeni molto diversi tra loro, ognuno dei quali ci rivela un diverso aspetto della resilienza. Vediamo il primo caso di " demotivazione ". E' la situazione di qualcuno che non si impegna ad raggiungere un obiettivo, non perché non vi aspiri, ma perché ritiene di non poterlo raggiungere . La frase tipica che riassume la situazione è: " Tanto non ce la farò mai , quindi meglio lasciar perdere!" Per esempio potrebbe attirarmi molto l'idea fare la mia prima maratona; ma poiché (a torto o a ragione) penso di non averne le capacità, non mi impegno minimamente per realizzare il mio desiderio. In questo primo caso di "demotivazione" la persona rinuncia e non si impegna a causa di un basso senso di auto-efficacia. Il  senso di autoefficacia come equivalente a senso di competenza: sentirsi autoefficace significa sentirsi adeguato o ca...

Come favorire la sintesi del glicogeno?

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Per la sintesi del glicogeno occorre naturalmente fornire carboidrati, soprattutto nei modi e nei tempi giusti affinché la sintesi (ad opera degli enzimi della glicogeno-sintetasi) avvenga con maggiore efficienza. Per questo è quindi utile seguire le seguenti linee-guida: ricorrere soprattutto a zuccheri semplici (ad indice glicemico medio elevato); somministrare tali substrati nei momenti in cui il muscolo ne ha la maggior esigenza, ossia durante le fasi iniziali del recupero (quando le riserve sono al minimo!) o dopo aver deliberatamente prodotto un esaurimento delle stesse con un modico esercizio; fornire circa 1 g/kg di peso nella prima ora e circa 7-12 g/kg nelle 24 ore successive; somministrare le dosi con pasti piccoli e frequenti (anche ogni 20 minuti ); eventualmente associare un apporto di aminoacidi o proteine. D'altra parte occorre evitare quelle condizioni che invece contrastano con l'obiettivo di incrementare il glicogeno, ossia un apporto in...